Di Simona Vinci, Alice Sanarico e Simona Guglielmi
Progetto MAYBE. Short report n.1/2025
Il progetto MAYBE – Moving into Adulthood in uncertain times: Youth Beliefs, future Expectations, and life choices between changing social values and local policy initiatives – è un progetto di durata triennale finanziato da Fondazione Cariplo (Bando Ricerca sociale e umanistica 2021), promosso dal Dipartimento di Scienze sociali e politiche dell’Università degli Studi di Milano in collaborazione con AnciLab ed è coordinato da Simona Guglielmi (Università degli Studi di Milano). Avviato a marzo 2022, il progetto persegue l’obiettivo di studiare il ruolo dei valori nei percorsi di transizione all’età adulta, con una attenzione specifica all’interazione tra valori e contesto istituzionale in Lombardia. In particolare, MAYBE indaga i significati che i giovani attribuiscono al diventare adulti ed esplora in che modo i valori personali, familiari (genitori), dei pari e quelli legati al contesto territoriale influenzino le loro scelte di vita. La ricerca proposta si focalizza sul contesto lombardo e sulla fascia giovanile compresa tra i 17 e i 25 anni, con l’obiettivo di indagare i meccanismi attraverso cui valori, scelte di vita e contesto istituzionale si influenzano reciprocamente. Il progetto MAYBE ha visto la realizzazione di una survey che ha coinvolto 81 scuole secondarie di secondo grado della Lombardia durante gli anni scolastici 2022/2023 e 2023/2024. In ciascun istituto sono state coinvolte da una a tre classi quinte, per un totale di 165 classi e 2.756 studenti partecipanti.
Le risposte degli studenti e delle studentesse evidenziano come le prime scelte importanti nella vita siano attraversate da fattori comuni ma anche da significative disuguaglianze legate al genere, al tipo di scuola frequentata e all’origine etnica e sociale.
La percezione del presente: un momento di cambiamento e possibilità
Gli studenti e le studentesse mostrano una visione di sé improntata alla fiducia nel futuro e alla possibilità di fare scelte libere. È forte il desiderio di conoscersi meglio, anche se meno marcato rispetto all’ottimismo per ciò che verrà. Il cambiamento è percepito come una componente centrale di questa fase della vita, insieme a una sensazione ambivalente di essere adulti “a metà”, tipica della transizione adolescenziale.

Il futuro a 30 anni: ottimismo, autonomia e relazioni
La visione del proprio futuro a trent’anni è generalmente positiva, soprattutto rispetto al lavoro e alla possibilità di raggiungere l’autonomia. C’è fiducia nella realizzazione personale attraverso l’occupazione e l’istruzione, ma anche una certa incertezza su temi come la genitorialità e la permanenza in Italia. Il successo viene associato principalmente all’impegno personale e al merito, mentre privilegi e fattori discriminatori sono ritenuti meno rilevanti.

Dopo la maturità: percorsi diversificati ma centrati sulla formazione
La maggioranza di studenti e studentesse prevede di proseguire gli studi, spesso conciliandoli con il lavoro. Tuttavia, una parte significativa è ancora incerta sul proprio futuro, segnalando la necessità di un supporto orientativo.
In breve
Tutti gli studenti e le studentesse condividono una visione del presente come una fase di cambiamento e possibilità, caratterizzata dal desiderio di autodeterminazione e da una fiducia diffusa nel futuro. Tuttavia, emergono differenze importanti: le ragazze si percepiscono maggiormente immerse in un periodo di trasformazioni e sono più inclini a proseguire gli studi universitari, rispetto ai coetanei maschi, che più spesso dichiarano l’intenzione di non continuare la formazione. Gli studenti dei licei esprimono aspettative più alte in termini di istruzione rispetto a chi frequenta istituti tecnici o professionali, tra cui si rileva una maggiore incidenza di chi intende interrompere il percorso scolastico dopo il diploma. Inoltre, i giovani con entrambi i genitori stranieri mostrano aspettative più basse in merito al conseguimento di una laurea e alla permanenza in Italia nel futuro, segnalando un impatto delle disuguaglianze etniche e culturali. Infine, la provenienza sociale incide sulle aspirazioni: provenire da una famiglia benestante è considerato un vantaggio soprattutto dagli studenti degli istituti professionali, che più degli altri percepiscono i limiti imposti dal capitale economico. Queste differenze mostrano come, pur in un contesto condiviso di ottimismo e ricerca di autonomia, persistano barriere strutturali che orientano in modo diseguale le traiettorie verso l’età adulta. Per questo è fondamentale che chi lavora con i giovani, come insegnanti e orientatori, si impegni a riconoscere e contrastare queste disuguaglianze, offrendo supporto personalizzato e strumenti adeguati per aiutare ogni ragazza e ogni ragazzo a immaginare e costruire il proprio futuro in modo consapevole e libero.
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Foto di Brendan Church su Unsplash
