di Gaia Marzano, Alice Modonesi, Sofia Paolicelli
Corso di Analisi Dei Dati (COM), 2024-2025, Università degli Studi di Milano. Tutor: Prof. Riccardo Ladini, Prof. Ferruccio Biolcati Rinaldi, Dott.ssa Marta Moroni
Introduzione
Con “teorie del complotto”, o “teorie della cospirazione”, si definiscono tentativi di spiegazione delle reali cause di eventi sociali e politici significativi, attribuendole a trame segrete di due o più attori percepiti come potenti e malevoli (Douglas et al., 2019). Possono coinvolgere molteplici ambiti, soggetti e tematiche: dai complotti di matrice antisemita di epoca nazista, ai più recenti di stampo islamofobico (Sutton e Douglas, 2020). Il cospirazionismo si configura dunque come un fenomeno tutt’altro che nuovo. Tuttavia, negli ultimi anni, l’avvento e la diffusione dei social media ne hanno amplificato la visibilità e la diffusione, creando una vera e propria cassa di risonanza.
Dal punto di vista politico, le teorie del complotto vengono talvolta strumentalizzate come strategie di comunicazione e persuasione, una tendenza particolarmente evidente nel contesto politico statunitense, dove, anche in occasione delle elezioni presidenziali del 2024[1], lo stesso presidente Trump ne ha fatto ricorso al fine di screditare l’opposizione, demonizzare specifici gruppi sociali e consolidare il proprio consenso elettorale (Enders et al. 2025).
Domanda di ricerca e ipotesi
Nella letteratura esistente vengono messi in evidenza molteplici fattori in grado di influenzare la propensione individuale alla credenza a teorie del complotto; tra questi, l’orientamento politico spicca in quanto particolarmente dibattuto. Alla luce di ciò, questo contributo intende rispondere alla seguente domanda di ricerca:
“l’orientamento politico influenza la credenza nelle teorie del complotto?”
Alla luce della letteratura esistente, possiamo delineare due ipotesi contrastanti in merito a questa relazione:
H1: Gli individui che si autoidentificano agli estremi della scala politica, in particolare all’estrema destra, mostrano maggiore propensione a credere nelle teorie del complotto (“ipotesi estremista”, Douglas et al., 2019).
H2: Gli individui collocati al centro della scala politica manifestano un livello di credenza nelle teorie del complotto superiore a coloro che si collocano a destra (“ipotesi centrista”, Enders et al., 2025).
Secondo l’“ipotesi estremista”, infatti, gli individui che si identificano agli estremi dell’asse ideologici, in particolare all’estrema destra, presentano una predisposizione psicologica che favorisce la credenza nelle cospirazioni. Questi individui tenderebbero ad avere una mentalità che rafforza l’opposizione tra “ingroup” e outgroup”, portando quindi a credere che il campo politicamente avverso sia coinvolto in attività malevole.
D’altro canto, secondo l’“ipotesi centrista” gli individui che si identificano come centristi potrebbero avere opinioni moderate su molte questioni, una combinazione di opinioni radicalizzate su diversi estremi dello spettro ideologico oppure, al contrario, un orientamento apatico o antagonista verso i partiti politici, le ideologie dominanti o l’establishment politico. Di conseguenza, questi individui dovrebbero essere maggiormente recettivi verso le teorie del complotto (“ipotesi centrista”).
In questo contributo non analizzeremo la credenza verso specifiche teorie cospirazioniste, bensì la “mentalità cospirazionista” (Douglas et al. 2019), considerato che gli individui con tale predisposizione tendono a credere anche a specifiche teorie, non necessariamente correlate tra loro, come mostrato in letteratura (Goertzel 1994).
Dati e variabili
L’analisi è stata condotta basandosi sui dati dell’European Social Survey (ESS round 10, 2020 «Democracy, Digital social contacts»), raccolti tramite interviste faccia a faccia e questionari online. L’indagine si è concentrata in particolare su tre Paesi europei: Italia (n.2.640), Bulgaria (n.2.718) e Norvegia (n.1.411).
La scelta di questi tre paesi deriva non solo dalla volontà di delineare un quadro geografico europeo il più diversificato possibile, ma anche dall’idea di analizzare scenari culturali e politici differenti. Mentre l’Italia ha vissuto l’esperienza della dittatura di estrema destra nella prima metà del secolo scorso, la Bulgaria ha alle spalle un passato più recente di stampo comunista. La Norvegia, invece, si è caratterizzata da una maggiore stabilità politica con un alternarsi di Partito Laburista e Partito Conservatore. La concezione tipicamente associata a ideologie di destra e di sinistra dei cittadini dei tre paesi può pertanto differire a seconda delle diverse esperienze politiche di ogni contesto.
Per quanto riguarda le variabili prese in considerazione, la variabile indipendente è l’orientamento politico, inteso come auto-collocazione sull’asse sinistra-destra. La variabile originale, misurata su una scala da 0 (estrema sinistra) a 10 (estrema destra), è stata opportunamente ricodificata in 6 categorie: sinistra (0-2), centro-sinistra (3-4), centro (5), centro-destra (6-7), destra (8-10) e nessuna collocazione.
Il concetto di credenze nelle teorie cospirazioniste è stato misurato attraverso due variabili: la credenza per cui un gruppo segreto di persone è responsabile delle maggiori decisioni politiche a livello mondiale, e la convinzione tale per cui gruppi di scienziati manipolano ed eliminano prove per ingannare la popolazione, misurate su una scala da 1-5, dove 1 sta per “molto d’accordo” e 5 “molto in disaccordo”.
Le due variabili hanno dimostrato un elevata correlazione positiva (r=0,70), per la quale le persone che tendono ad essere d’accordo con una di queste affermazioni, tendendo ad esserlo anche con l’altra. Per questo motivo, è stato creato un indice additivo che unisce le due variabili, su una scala di valori 1-5, dove 1 corrisponde al minimo livello di credenze cospirazioniste e 5 al massimo livello.
Analisi
L’analisi monovariata della variabile dipendente dimostra che in Italia la credenza nelle teorie di cospirazione ha una media di 2,72; in Norvegia la media è di poco più bassa, pari a 2,63; in Bulgaria la media è di 3,28, la più alta tra i tre contesti. Possiamo pertanto rilevare come la credenza nelle teorie cospirazioniste è comune ad una quota rilevante di cittadini, in particolare in Bulgaria.
Il modello di regressione lineare semplice ha consentito di analizzare la relazione tra orientamento politico e credenza nelle teorie cospirative.
Nelle analisi (Tabella 1), è stata presa come categoria di riferimento la destra, in modo da poter testare in modo appropriato l’ipotesi 1. Nel contesto italiano chi si colloca a destra è in media poco più cospirazionista di chi si colloca a sinistra (differenza in media pari a -0.18, su scala 1-5), ma la differenza non risulta statisticamente significativa per α =0.05 (p-value = 0.053).
Per quanto riguarda la Norvegia, le differenze sono maggiori e statisticamente significative per α =0.05: gli individui che si dichiarano di sinistra presentano un livello medio di credenza alle teorie cospirative inferiore di 0,25 rispetto a quelli di coloro che si definiscono di destra (p-value = 0.023), mentre non emergono differenze statisticamente significative tra chi si colloca a destra e chi ha altri orientamenti ideologici.
Vi è pertanto evidenza empirica che supporta l’ipotesi che gli individui di sinistra siano meno cospirazionisti di quelli di destra.
In Bulgaria, invece, non emergono differenze tra le categorie di individui che si collocano ai due estremi dell’asse sinistra-destra (differenza in media pari a 0.09, p-value=0.207).
Va tuttavia sottolineato come in nessuno dei contesti analizzati si riscontri un livello di cospirazionismo maggiore tra chi si colloca a sinistra. Non vi è pertanto evidenza empirica per supportare la tesi che il cospirazionismo sia più diffuso tra chi si colloca su posizioni politiche più estreme, a prescindere se queste posizioni siano di destra o di sinistra.
Tabella 1: Modello di regressione lineare semplice con variabile indipendente categoriale. Variabile dipendente: credenza nelle teorie cospirazioniste; variabile indipendente: orientamento politico (Italia, Bulgaria e Norvegia, 2020, dati ESS)
| Var dip: credenza nelle teorie cospirazioniste | ITALIA | BULGARIA | NORVEGIA | ||||
| Coeff. | Valore p | Coeff. | Valore p | Coeff. | Valore p | ||
| Orientamento politico | Sinistra | -0,18 | 0,053 | 0,09 | 0,207 | -0,25 | 0,023 |
| (Cat. Rif. Destra) | Centro-Sinistra | -0,15 | 0,058 | -0,04 | 0,963 | -0,12 | 0,235 |
| Centro | 0,07 | 0,332 | 0,23 | 0,000 | 0,08 | 0,433 | |
| Centro-Destra | -0,06 | 0,407 | 0,09 | 0,193 | -0,17 | 0,864 | |
| Non collocati | -0,04 | 0,575 | 0,02 | 0,768 | – | – | |
| Costante | 2,76 | 3,17 | 2,68 | ||||
| n | 2.438 | 2.433 | 1.360 | ||||
| R-quadrato | 0,006 | 0,008 | 0,009 | ||||
Riguardo all’ipotesi 2, ovvero che le credenze cospirazioniste sono più diffuse tra chi si colloca al centro e chi si colloca su altre posizioni dello spettro ideologico, l’analisi dei dati non offre evidenza a favore in Italia e Norvegia. In Bulgaria, invece, gli individui che si dichiarano di destra presentano un livello medio di credenza alle teorie cospirative inferiore di 0,23 rispetto a quello di coloro che si definiscono di centro. Considerando come categoria di riferimento il centro, per il contesto bulgaro si riscontrano differenze statisticamente significative rispetto a tutte le altre categorie di orientamento ideologico per alfa=0.05 (fuorché con la sinistra, dove comunque il p-value è pari a 0.053). Pertanto, in Bulgaria si evidenzia come gli individui di destra siano meno cospirazionisti di quelli di centro.
Occorre infine evidenziare come la relazione tra orientamento politico e credenze cospirazioniste sia decisamente debole in tutti i contesti analizzati. Infatti, l’orientamento politico spiega in ciascun contesto meno dell’1% della variabilità della credenza nelle teorie cospirazioniste. (R-quadrato compreso tra 0.006 e 0.009).
Conclusioni
La nostra ricerca ha evidenziato come non esista un pattern univoco che spieghi in modo sistematico la relazione tra orientamento politico e credenza nelle teorie del complotto. In Norvegia, abbiamo rilevato una maggiore predisposizione al cospirazionismo tra gli individui di destra, in Italia vi è debole evidenza a riguardo, mentre in Bulgaria chi si colloca al centro si è rivelato più incline a credere nel cospirazionismo rispetto agli individui di destra.
Questi risultati suggeriscono che l’orientamento politico, da solo, non è sufficiente a spiegare l’orientamento cospirazionista. La variabilità delle credenze complottiste sembra essere influenzata soprattutto da altri fattori, di natura epistemica, esistenziale e sociale, che potrebbero variare tra contesti. Studi dimostrano che ad alimentare la credenza nelle teorie della cospirazione siano fattori psicologici che emergono in individui con bassa capacità di pensiero critico o che soffrono di impotenza, ansia, e mancanza di controllo. Vi sono poi motivazioni sociali: è possibile che le teorie della cospirazione facciano sentire le persone in possesso di informazioni rare e importanti che altri non hanno, facendo aumentare la loro autostima.
Alla luce dei risultati del nostro studio, e al fine di circoscrivere un concetto ampio e astratto quale è il cospirazionismo, abbiamo deciso di approfondire una teoria cospirazionista nello specifico: il negazionismo del cambiamento climatico. Tuttavia, utilizzando i dati dell’European Social Survey non è emersa un’associazione tra la generica credenza nelle teorie cospirazioniste e il negazionismo climatico nei tre paesi analizzati. Il mancato riscontro di una relazione significativa indica che non tutte le credenze complottiste sono interconnesse in modo automatico, e che servono ulteriori ricerche per indagare le condizioni in cui queste si influenzano a vicenda.
La nostra analisi si propone pertanto come un primo passo verso studi futuri, che possano ampliare il quadro includendo variabili psicologiche, socioeconomiche e culturali, e che vadano ad approfondire la relazione tra orientamento politico e credenze in specifiche teorie della cospirazione.
Riferimenti bibliografici
Douglas, K. M., Uscinski, J. E., Sutton, R. M., Cichocka, A., Nefes, T., Ang, C. S., & Deravi, F. (2019). Understanding conspiracy theories. Political psychology, 40, 3-35.
Enders, A., Klofstad, C., Littrell, S., Miller, J., Theocharis, Y., Uscinski, J., & Zilinsky, J. (2025). Left–right political orientations are not systematically related to conspiracism. Political psychology, 46, 56-79.
Goertzel, T. (1994). Belief in conspiracy theories. Political Psychology, 15, 731–742.
Sutton, R. M., & Douglas, K. M. (2020). Conspiracy theories and the conspiracy mindset: Implications for political ideology. Current Opinion in Behavioral Sciences, 34, 118-122.
