Identità nazionale, pregiudizio e preferenze di acculturazione: l’impatto del patriottismo in italia

di Gabriele Ferlan Dellorco, Silvia Paola Pitea, Alessandra Zanelli

A inizio 2024 l’Istat segnala la presenza in Italia di più di 5 milioni di stranieri: si tratta di un dato importante, che evidenzia quanto il tema dell’immigrazione sia caldo e attuale al giorno d’oggi nel nostro paese. È fondamentale, perciò, indagare come questo fenomeno si inserisca nella vita quotidiana dei cittadini italiani e come influenzi la percezione dell’altro.

Per approfondire questo argomento abbiamo deciso di indagare la natura e l’intensità del rapporto che intercorre tra identità nazionale, ovvero il sentimento di appartenenza al gruppo nazionale italiano, atteggiamento verso gli immigrati, ossia una percezione dell’immigrato divisa tra accettazione e intolleranza, e preferenze di acculturazione.

Il modello di acculturazione di John Berry

Per trattare il tema dell’immigrazione partiamo dal modello teorico proposto da John W. Berry (2005).
Per il processo di immigrazione Berry identifica due attori principali: il gruppo culturale di ingresso o non-dominante (i cui membri sopraggiungono in un palinsesto culturale a loro estraneo, rispetto al quale rappresentano una minoranza) e il gruppo culturale di accoglienza o dominante.
Berry definisce il processo di interazione fra questi due attori come acculturazione, un parametro che misura intensità e tipologia di contaminazione tra le due culture.

Lo studio si focalizza principalmente sulla prospettiva del gruppo di ingresso, individuando due variabili di comportamento: l’eventuale mantenimento della cultura d’origine oppure l’adozione della cultura dominante da parte del gruppo non-dominante o d’ingresso.
Incrociando questi possibili approcci, Berry descrive il processo di acculturazione attraverso un modello che prevede quattro tipi:

  • Integrazione → il gruppo non-dominante, pur mantenendo la sua cultura d’origine, adotta certi elementi della cultura dominante.
  • Segregazione → il gruppo non-dominante mantiene la sua cultura d’origine e rifiuta il contatto con quella dominante.
  • Assimilazione → il gruppo non-dominante perde contatto con la sua cultura d’origine, adottando invece quella dominante.
  • Marginalizzazione → il gruppo non-dominante, seppur perda contatto con la cultura d’origine, non adotta quella dominante, cadendo in una sorta di “vuoto culturale”.

Per quanto l’approccio di Berry si focalizzu sul punto di vista del gruppo d’ingresso, gli elementi che comportano un determinato esito di acculturazione piuttosto che un altro scaturiscono sia dal gruppo dominante che da quello non dominante. È dunque possibile imbattersi in contesti in cui il tentativo da parte di uno dei due gruppi di modificare il rapporto di acculturazione tra le due culture trovi resistenza da parte dell’altro gruppo, generando attrito.

Attaccamento per il proprio paese e percezione del diverso

Laddove Berry, come la maggioranza degli studi sul tema, si focalizza sul punto di vista del gruppo non-dominante, la presente analisi mette in primo piano la prospettiva del gruppo dominante, motivo per cui verranno tralasciate le due opzioni legate all’assenza di adesione alla cultura dominante (segregazione e marginalizzazione), concentrandosi invece sulle declinazioni delle preferenze di acculturazione in integrazione e assimilazione.

Nello specifico, l’obiettivo della ricerca è analizzare come questi due aspetti si relazionano con il patriottismo, in quanto indicatore dell’appartenenza all’identità nazionale dominante, e come questo rapporto è influenzato dall’atteggiamento verso gli immigrati. Ci poniamo pertanto le seguenti domande di ricerca:

  • Nella popolazione italiana il livello di attaccamento verso il proprio paese influenza la preferenza degli individui per un determinato esito del processo di acculturazione?
  • Questa relazione è influenzata dalla presenza di un atteggiamento negativo nei confronti del gruppo d’ingresso?

Da questo punto di partenza possiamo aspettarci una situazione in cui a un maggior attaccamento al proprio gruppo nazionale (patriottismo) si associa un maggior istinto conservativo nei suoi confronti (assimilazione), e che l’associazione si riduca al netto dell’atteggiamento verso gli immmigrati.

Per quanto non sussista un ordine cronologico, è possibile individuare tra questi tre aspetti una gerarchia dal generale al particolare: il patriottismo riguarda l’approccio di un individuo alle regole sociali e al background etnico-culturale del proprio gruppo di appartenenza; a seguire l’atteggiamento verso gli immigrati riguarda invece il gruppo di ingresso, minoritario, e la definizione del suo impatto sulla vita e l’economia dell’Italia; infine, l’acculturazione traduce le due variabili in effettive norme e confini per l’ingresso degli esterni. L’analisi dei dati rifletterà pertanto questa gerarchia.

Dati e metodologia

La presente ricerca analizza il contesto italiano, utilizzando i dati dell’indagine European Values Studies del 2017 che comprende dati rilevati in vari paesi europei: per questo motivo sono stati selezionati solo i casi intervistati in Italia, corrispondenti a 2277 soggetti e, tra questi, il campione dei soli cittadini italiani, vale a dire esclusivamente coloro che hanno risposto «sì» alla domanda «Lei è cittadino italiano?». Il nostro campione arriva a comporsi così di 2258 casi complessivi.

Per rappresentare i tre aspetti oggetto dell’analisi sono stati, invece, misurati i seguenti tre concetti: patriottismo, preferenze di acculturazione e atteggiamento verso gli immigrati. Il sentimento di patriottismo viene misurato attraverso un indice creato a partire dalle risposte alle due domande «Quanto si sente vicino all’Italia?» e «Quanto è orgoglioso di essere cittadino italiano?», misurate su una scala da 1 a 4. A un punteggio alto corrisponde un alto livello di patriottismo, stato in cui, come si può notare dalla Figura 1, si posiziona la maggioranza dei nostri casi.

Figura 1: Distribuzione di frequenza dell’indice di patriottismo

Le preferenze di acculturazione sono state, invece, valutate a partire dalla variabile che nel questionario misura il livello di accordo dell’intervistato tra due opzioni estreme di risposta su una scala da 1 a 10, dove un estremo è l’accordo con l’affermazione “È meglio se gli immigrati mantengono i loro specifici costumi e le loro tradizioni” e l’altro con l’affermazione “È meglio se gli immigrati non mantengono i loro specifici costumi e le loro tradizioni”. I casi estremi di questa variabile rappresentano i due atteggiamenti teorizzati da John Berry e attuati dal gruppo dominante nei confronti di un gruppo non-dominante: un punteggio basso esprime accordo con la prima opzione e di conseguenza un approccio integrazionista, mentre un punteggio alto indica un approccio assimilazionista. Dalla Figura 2 si può notare una notevole variabilità delle preferenze, pur esprimendo un’alta preferenza da parte della maggioranza verso un’ottica di assimilazione del diverso invece che di integrazione.

Figura 2: Distribuzione di frequenza delle preferenze di acculturazione

Infine, l’atteggiamento verso gli immigrati è rappresentato anch’esso da un indice di tre variabili, che misurano il livello di accordo circa le seguenti tre affermazioni sull’impatto degli immigrati sull’Italia:

– “Gli immigrati portano via il lavoro agli italiani”

– “Gli immigrati aggravano i problemi di criminalità”

– “Gli immigrati costituiscono un peso per il sistema di welfare

A un punteggio alto corrisponde una visione positiva dell’impatto degli immigrati sullo sviluppo del paese, laddove a un punteggio basso corrisponde una visione contraria. Per questa terza variabile la distribuzione dei casi in Figura 3 mostra un picco sull’estremo minore (che esprime un’opinione intollerante) mentre il resto delle osservazioni si distribuisce in buona parte su posizioni intermedie.

 Figura 3: Distribuzione di frequenza dell’indice di atteggiamenti verso gli immigrati
Patriottismo e preferenze di acculturazione

Studiare il rapporto tra patriottismo e preferenze di acculturazione significa analizzare la relazione bivariata tra indice e variabile: da essa si evince, diversamente dalle aspettative iniziali, una relazione non statisticamente significativa – come dimostra la presenza di un p-value di 0.432, decisamente superiore al livello di significatività 0.05. Anche il valore dell’r-quadrato, pressochè coincidente con lo zero, mostra una sostanziale assenza di correlazione tra le due variabili. Ciò significa che il livello di patriottismo, più o meno alto che sia, non è un fattore influente per quanto riguarda le preferenze di acculturazione, né in direzione dell’integrazione né dell’assimilazione.

L’influenza dell’atteggiamento verso gli immigrati

Prendendo in considerazione anche l’effetto dell’atteggiamento verso gli immigrati su questa relazione e effettuando un’analisi trivariata si studia la presenza di mediazione della terza variabile: la relazione tra patriottismo e preferenze di acculturazione rimane pressochè invariata, confermandosi non significativamente e anche sostanzialmente significativa. Al netto del patriottismo, invece, atteggiamenti di maggiore chiusura verso gli immigrati sono associati a maggiori preferenze verso l’assimilazione, come indica il coefficiente negativo (-0.304) nell’analisi di regressione.

 Tabella 1: Analisi di regressione bivariata e trivariata
Conclusioni

Cosa significa tutto questo in relazione alla teoria di Berry?

Abbiamo osservato come tra gli italiani vi sia una notevole variabilità rispetto alle preferenze di acculturazione degli immigrati, nel continuum tra integrazione e assimilazione.

In una situazione di incontro e inserimento di un gruppo nazionale altro, la preferenza generale degli italiani come gruppo dominante, che come visto in precedenza risulta propendere per il polo assimilazionista, non è tuttavia influenzata dal loro livello di patriottismo, come si era inizialmente ipotizzato.

Questa assenza di relazione tra patriottismo e preferenze di acculturazione rimane pressochè inalterata anche al netto degli atteggiamenti verso gli immigrati.

Alla luce del percorso di analisi intrapreso, entrambe le domande di ricerca hanno dunque avuto risposta negativa: ciò significa che il sentimento di appartenenza nazionale risulta, controintuitivamente, non influente sulle preferenze degli italiani rispetto all’acculturazione di coloro che percepiscono come troppo lontano dal loro canone di cittadino italiano.

Bibliografia

Berry, J. W. (2005). Acculturation: Living successfully in two cultures. International journal of intercultural relations29(6), 697-712.