HEALING – HEAlthy Lifestyles in an Italian community

Introduzione

Il progetto di ricerca (PRIN), condotto dall’Università degli Studi di Milano e dall’Università degli Studi di Milano-Bicocca, è dedicato allo studio dell’interazione tra la rete di relazioni e le condizioni socio-economiche individuali nei comportamenti a rischio per la salute in un piccolo comune della Lombardia.

Gruppo di ricerca
  • Simone Sarti (UNIMI)
  • Marco Terraneo (UNIMIB)
  • David Consolazio (UNIMI)
  • Roberta Gallina (UNIMI)
Breve descrizione della ricerca

L’obiettivo di questo progetto è investigare il ruolo dei social network nei comportamenti a rischio per la salute negli stili di vita in un piccolo comune della Lombardia, con caratteristiche sociodemografiche “tipiche”. La letteratura esistente concorda nel ritenere determinanti della salute sia fattori strutturali (in primis istruzione e occupazione) sia fattori relazionali (in primis rete familiare e amicale). Il progetto mira quindi ad ampliare la conoscenza sull’interazione tra caratteristiche sociali e relazionali e il loro ruolo reciproco nell’influenzare comportamenti a rischio per la salute. Mentre i fattori strutturali tendono ad essere statici o a cambiare lentamente nel corso della vita, i social network sono più dinamici, con interazioni e legami (come amicizie e conoscenze) che si formano e si sciolgono più rapidamente rispetto a posizione occupazionale e livelli di istruzione. Le principali domande di ricerca riguardano: l’individuazione di concentrazioni (cluster) di comportamenti a rischio per la salute tra individui interconnessi, il contributo relativo di fattori strutturali e social network nell’influenzare stili di vita non salubri e la dinamica della trasmissione delle abitudini tra individui. Una comprensione dettagliata della relazione tra fattori strutturali statici e fattori relazionali dinamici potrebbe migliorare l’efficacia degli interventi socio-sanitari per potenziare gli interventi di salute pubblica, ad esempio identificando individui influenti, opinion leader o comunità di rete attraverso le quali si diffondono pratiche non salutari (Kim et al., 2015).

Il progetto presenta un notevole grado di originalità perché cerca di ricostruire in modo approfondito i social network di una comunità locale (à la Tonnies, 1887),  al fine di indagare i loro comportamenti a rischio per la salute, un approccio senza precedenti in Italia. A livello internazionale, il caso più noto di questo tipo di approccio è l’Heart Framingham Study, uno studio socio-epidemiologico condotto negli Stati Uniti su un’intera comunità del Massachusetts (Christakis & Fowler, 2013).

Lo studio sarà condotto utilizzando metodi quantitativi e qualitativi, tra cui un’ampia indagine volta a raccogliere informazioni sulle caratteristiche sociodemografiche, comportamenti di salute e legami sociali di tutti i membri della comunità, e uno studio qualitativo che mira ad ampliare alcuni profili sociali specifici che emergeranno dall’analisi quantitativa. I disegni di ricerca e i mixed methods sono dettagliati di seguito nella sezione “Metodologia”. Il progetto è anche di interesse nel contesto del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) italiano, affrontando due sfide specifiche: la salute e la ricerca, e l’innovazione. In particolare, una delle “missioni” del Piano si concentra sulla salute. I risultati dello studio potrebbero rivelarsi utili per raggiungere un’implementazione più efficace delle “Case della Salute”, un importante obiettivo del PNRR, promuovendo buone pratiche per ridurre le disuguaglianze nella salute e migliorare il benessere della popolazione nelle comunità locali.

Obiettivi e risultati attesi

L’attività centrale del progetto consiste nella ricostruzione dell’insieme delle relazioni sociali in una specifica comunità, in modo simile al lavoro di Fowler e Christakis (2008; 2010) nel contesto dell’Heart Framingham Study, al fine di individuare l’origine e la diffusione di comportamenti a rischio per la salute tra individui collegati secondo la prospettiva teorica e metodologica del contagio sociale. Per realizzare questo compito, intendiamo effettuare uno studio approfondito di un comune della Lombardia, con caratteristiche socio-demografiche tipiche. Il comune selezionato avrà una popolazione relativamente ridotta (~1.500 abitanti), al fine di consentire una ricostruzione esaustiva delle interazioni sociali tra i suoi residenti. Ciò ci permetterà di osservare le influenze reciproche che contribuiscono ad indebolire o rafforzare gli stili di vita e le pratiche di consumo che influenzano le condizioni di salute. Tenere conto dei legami sociali, sia fisici che virtuali (ad esempio, Facebook e WhatsApp), nel contesto studiato sarà il primo passo per investigare come comportamenti e stili di vita noti per essere dannosi per la salute siano distribuiti all’interno di una popolazione e trasmessi attraverso famiglia, amicizie, lavoro e reti di pari, nonché attraverso la co-presenza in spazi sociali (ad esempio, bar, scuole, spazi pubblici e chiese).

Per anni, la letteratura sui social network ha fornito prove di come le abitudini legate allo stile di vita e le pratiche di consumo correlate alla salute siano fortemente condizionate dalle reti in cui gli individui sono inseriti, dai gruppi di pari e dalle caratteristiche locali del luogo di residenza (effetti di vicinato/neighborhood effects). È quindi ragionevole supporre che vi sia una maggiore probabilità che un individuo presenti un tratto comportamentale specifico (ad esempio, l’abitudine al fumo) strettamente legato ai comportamenti e alle pratiche di coloro con cui interagisce. Ad esempio, per quanto riguarda il fumo di tabacco, è rilevante identificare non solo le abitudini individuali, ma anche indagare sulle abitudini di fumo nel contesto relazionale dello stesso individuo. I risultati attesi possono essere riassunti come segue: i) ricostruire l’aggregazione di comportamenti a rischio per la salute tra individui interconnessi, ii) analizzare il contributo relativo dei fattori strutturali e delle reti sociali sugli stili di vita non salutari e iii) chiarire le dinamiche di trasmissione delle abitudini tra individui.

Gli stili di vita non salutari oggetto di indagine coinvolgono comportamenti e abitudini ampiamente studiati in letteratura e corroborati da un punto di vista epidemiologico (Sarti et al. 2018; ISTAT 2016), specificamente il fumo di tabacco, il consumo di alcol, modelli alimentari insalubri, comportamenti sedentari e inattività fisica, il gioco d’azzardo problematico.

Metodologia

La ricerca è suddivisa in tre fasi principali: a) identificazione della municipalità (un piccolo comune) sulla base di caratteristiche specifiche; b) conduzione di una survey quantitativa tra i residenti del comune; e c) conduzione di una ricerca qualitativa mediante interviste in profondità.

Prima di dettagliare ciascuna fase, dobbiamo presentare uno degli aspetti metodologici più innovativi di questo progetto. L’indagine su reti e comportamenti insalubri adotterà una metodologia mista per la raccolta dati delle reti: un “network grounded approach”. Nel comune selezionato, dopo aver raccolto informazioni sulle caratteristiche socio-demografiche individuali e sui comportamenti non salutari, mapperemo i contatti sociali locali degli intervistati chiedendo loro di nominare spontaneamente i loro contatti tra tutti gli altri residenti del comune. Considereremo i contatti fisici (come incontri faccia a faccia), i contatti a distanza (come chiamate telefoniche) e le comunicazioni virtuali tramite Internet (Facebook, WhatsApp, ecc.). Chiederemo anche informazioni sui contatti con altri individui significativi che non vivono nel comune ma con cui mantengono abitualmente una stretta relazione (ad esempio, amici, parenti e colleghi di lavoro), seguendo un tradizionale approccio di rete egocentrata (content name generator: Perry et al., 2018). Nel caso dei contatti al di fuori del comune, in base all’intervista a ego, raccoglieremo informazioni di base su alcune caratteristiche socio-demografiche e alcuni comportamenti insalubri specifici. In questo modo, otterremo due risultati: la possibilità di ricostruire una rete relazionale esaustiva degli abitanti della comunità senza perdere informazioni su collegamenti esterni al comune.

I dati raccolti ci consentiranno di rispondere alle domande di ricerca del progetto mediante l’applicazione di tecniche statistiche multivariate per la rappresentazione dei dati, la riduzione dei dati e i test di ipotesi. Utilizzeremo software di analisi dati come STATA, R e GEPHI, in grado di visualizzare le reti e calcolare metriche e statistiche correlate alle reti. Un esempio grafico dei risultati che otterremo è il seguente (Valente, T. W. (2012). Network interventions. Science, 337(6090), 49.

Per maggior informazioni si veda il sito del progetto