Diventare adulti in un mondo incerto: il convegno finale del progetto MAYBE
Il 15 gennaio 2026, presso la Sala Lauree del Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dell’Università degli Studi di Milano, si è svolto il convegno finale del progetto MAYBE – Moving into Adulthood in uncertain times, finanziato da Fondazione Cariplo e coordinato dalla prof.ssa Simona Guglielmi nell’ambito delle attività del laboratorio spsTREND. L’incontro ha rappresentato un momento pubblico di restituzione dei risultati e un’occasione di confronto sulle politiche giovanili in Lombardia.
MAYBE fa parte del programma di ricerca MiA – Moving into Adulthood, che propone una lettura multidimensionale della condizione giovanile e comprende anche i progetti START e YEP!, dedicati rispettivamente alla transizione alla vita adulta e alla partecipazione politica giovanile.
Un progetto per comprendere l’adultità emergente
MAYBE nasce dall’esigenza di comprendere come le giovani generazioni affrontino scelte formative, professionali e di partecipazione sociale in un contesto segnato da incertezze crescenti, disuguaglianze e trasformazioni istituzionali. Il progetto si concentra sulla fascia 17–25 anni, assumendo come riferimento la nozione di adultità emergente, una fase intermedia tra adolescenza ed età adulta caratterizzata da esplorazione identitaria, instabilità e assenza di responsabilità durature. Una fase psicologicamente condivisa, ma non ugualmente accessibile: le opportunità concrete di viverla dipendono infatti da risorse economiche, culturali, relazionali e territoriali.
Attraverso un approccio multi-metodo, MAYBE ha combinato:
- una survey condotta in 81 scuole secondarie lombarde, con oltre 2.700 studenti e studentesse coinvolti, in collaborazione con IPSOS;
- studi di caso sulle politiche giovanili in cinque comuni (Bergamo, Cinisello Balsamo, Cremona, Desio e Varese);
- interviste qualitative a giovani, policy maker e policy designer;
- laboratori territoriali realizzati con AnciLab per rafforzare il dialogo tra ricerca e progettazione delle politiche giovanili.
I risultati della ricerca hanno dato luogo a report e articoli scientifici, disponibili sul sito del progetto. Il convegno si è concentrato su una parte di queste evidenze, con l’obiettivo di favorire il dialogo tra dati empirici e pratiche territoriali, offrendo spunti utili a chi progetta e implementa politiche giovanili.
Il convegno: dialogo e prospettive
La giornata si è articolata in due momenti complementari. La mattinata è stata dedicata alla presentazione di alcune evidenze empiriche emerse dalle diverse componenti della ricerca, con interventi del gruppo di lavoro e dei partner istituzionali.
Hanno presentato:
- Verso l’età adulta: rischi, disuguaglianze, opportunità. Simona Guglielmi, Responsabile progetto MAYBE
- I valori, le priorità, il futuro: una survey con 3000 studenti/esse in 81 scuole superiori in Lombardia. Alice Sanarico, Università degli Studi di Milano
- Promuovere l’empowerment giovanile a livello locale: 5 casi di studio. Maria Tullia Galanti, Università degli Studi di Milano
- La programmazione collaborativa. Nicola Basile, POST
- L’esperienza “Youth Policy Lab” e la transizione giusta. Lucia Merlino, AnciLab
La seconda parte ha ampliato il confronto coinvolgendo amministratori pubblici, operatori dei servizi, reti Informagiovani e associazioni giovanili. La tavola rotonda ha permesso di mettere in relazione dati di ricerca ed esperienze operative, evidenziando sfide e opportunità per politiche giovanili più sensibili ai valori, alle aspettative e alle disuguaglianze territoriali.
Sono intervenuti:
- Michele Mandelli, Comune di Milano, Direzione Lavoro, Giovani e Sport
- Massimo Capano, Comune di Cinisello Balsamo, Ufficio Europa e Giovani
- Luca Pedrazzoli, Sistema Coordinato degli Informagiovani di Anci Lombardia
- Simone Pelucchi, Associazione Lo Snodo (Erba)
- Giulia Lineette, Scomodo Milano
- Federico Muffolini, JECoMM Junior Enterprise
- Chiara Amiranda, Collettivo InGrato
Cosa significa diventare adulti oggi: alcuni risultati
La survey mostra che, per la quasi totalità dei giovani intervistati, l’essere adulti è associato soprattutto all’assunzione di responsabilità e all’autonomia economica: il 97% considera molto importante assumersi la responsabilità delle proprie azioni e il 75% riuscire a mantenersi da soli. Seguono il non vivere con i genitori (43%), avere un buon lavoro (39,6%) e aver concluso gli studi (30%). Tappe tradizionali come matrimonio, convivenza (13%) e genitorialità (11%) risultano invece molto meno centrali.
Emerge inoltre un forte scarto tra i tempi “ideali” immaginati dai giovani (25–27 anni per lavoro stabile, uscita di casa e autonomia) e le condizioni reali: in Italia l’età media di uscita dalla famiglia supera i 30 anni e l’accesso a un’occupazione stabile avviene spesso ben oltre le aspettative.
È in questo scarto che si manifestano con forza le disuguaglianze sociali e territoriali. Solo il 7,5% degli studenti ritiene di vivere in contesti che offrono contemporaneamente opportunità di tempo libero, lavoro e sostegno; il 35% dichiara di non avere accesso ad alcuna di queste risorse. Queste differenze incidono direttamente sul modo in cui i giovani vivono l’adultità emergente: nei territori ricchi di opportunità, il 64% afferma che “tutto è ancora possibile”, contro il 48% dei territori poveri di risorse.
Gli studi di caso nei cinque comuni lombardi mostrano come la partecipazione a progetti locali, servizi informagiovani, percorsi di orientamento e iniziative di co-progettazione rappresenti per molti giovani un’occasione concreta di sperimentazione, assunzione di responsabilità e rafforzamento dell’autoefficacia. In questi contesti, i giovani si sentono più spesso riconosciuti come interlocutori legittimi e capaci di immaginare il futuro come spazio aperto di possibilità.
Nel loro insieme, i risultati indicano che le politiche giovanili locali possono agire come un vero e proprio capitale territoriale, capace di ampliare o restringere le chances di autonomia e progettazione del futuro.
Registrazione e materiali
La registrazione integrale del convegno è ora disponibile online, con link diretti ai singoli interventi per facilitare la consultazione tematica.
