Introduzione
Le tendenze demografiche dell’Italia rispetto a quelle europee sono caratterizzate da una diminuzione della natalità, da un basso numero di laureati e da un numero sempre più alto di Neet e, non per ultimo, da una crescente diseguaglianza di genere. In questo contesto, i giovani si trovano ad affrontare un difficile percorso di transizione all’età adulta, scandito da tappe che costituiscono passaggi di vita e di status come, ad esempio: 1) aver concluso il proprio percorso formativo, 2) aver trovato un’occupazione stabile, 3) non vivere più con i propri genitori, 4) sposarsi o convivere, 5) avere un figlio.
Su tutte queste tappe, esistono delle norme sociali che definiscono i tempi “ideali” in cui sarebbe auspicabile compiere questi passaggi. È possibile che tra età ideali e scelte di vita sussista una relazione? Ad esempio, la decisione di continuare gli studi all’università può essere influenza dall’età ideale in cui si ritiene sia giusto avere dei figli?
Sintetizzando i dati e la letteratura più recente sul tema si osservano due diverse tendenze. Da un lato, a livello nazionale, si assiste a un decremento della natalità e a una posticipazione della formazione della famiglia che, tra l’altro, diventa numericamente meno consistente man mano che le nuove coorti di età si scontrano con un contesto socio-economico sfavorevole e e con un innalzamento del costo della vita; dall’altro, secondo recenti studi, la pressione sociale e normativa legata all’età intesa come comportamento adeguato è ancora un dimensione saliente in grado di orientare le intenzioni di fecondità dei giovani. Le norme sociali sull’età e la pressione esercitata sulle biografie individuali, infatti, definisce limiti temporali entro cui è socialmente incoraggiato o scoraggiato avere figli.
In questa breve analisi si utilizzano i dati raccolti attraverso il progetto MAYBE che, tra febbraio 2022 e dicembre 2024, ha somministrato un questionario a 2756 studenti e studentesse delle classi quinte delle scuole secondarie di secondo grado della regione Lombardia, selezionate attraverso un campionamento stratificato per provincia e indirizzo scolastico.
L’obiettivo di questo contributo è comprendere:
- se sussiste una relazione tra età che si pensa sia “ideale” per avere il primo figlio e scelta post-diploma;
- se questa relazione sia più forte per il genere femminile.
Il campione
Tra febbraio 2022 e dicembre 2024 sono stati raccolti 2756 questionari somministrati agli studenti e alle studentesse delle classi quinte per un totale di 81 scuole secondarie di secondo grado così distribuite: il 56,7% è costituito da scuole a indirizzo tecnico, il 27% da licei e il restante 16,9% da istituti professionali. Per quanto riguarda la suddivisione di genere, il 51,2% appartiene al genere maschile e il 44,8% a quello femminile. L’età degli intervistati varia tra i 17 anni e i 25 anni, con una media di circa 19 anni di età. L’indagine nelle scuole si è svolta in Lombardia, regione che, pur nella sua specificità, rappresenta un osservatorio privilegiato sia per la situazione socio-economica favorevole che per l’eterogeneità territoriale, che si riflette sulle opportunità di vita.
I giovani lombardi, le intenzioni di fecondità e scelte post-diploma
Gli studenti e le studentesse intervistate affermano che mediamente l’età ideale per fare figli per una donna è di 27,5 anni, mentre per gli uomini è di 28,4 anni. Per quanto riguarda il loro futuro, a 30 anni il 60% crede che avrà una laurea e il 58,9 % dei figli. Tra chi vuole avere figli, più della metà del nostro campione (il 55,9%) desidera avere almeno due figli, mentre chi decide di non averne è il 12,1%.
I dati raccolti a livello descrittivo mostrano che le intenzioni di fecondità del nostro campione di studenti lombardi differiscono dai dati ufficiali raccolti dall’Istat. Secondo i più recenti dati Istat, infatti, l’età media delle madri al primo figlio in Lombardia è pari a 32,6 anni, mentre secondo le proiezioni Polis-Lombardia fatte sui dati Istat, il numero di coppie con figli andrà progressivamente riducendosi. Questi dati mostrano che le intenzioni di fecondità dei giovani intervistati sono assai diverse dall’andamento demografico italiano attuale e in contrasto con la rappresentazione mediatica odierna, che li vede poco inclini alla formazione di una famiglia.

L’età ideale per avere figli influenza la scelta dell’Università?
Il desiderio di formare una famiglia e avere dei figli allora può influenzare la decisione di intraprendere percorsi di studio più lunghi e impegnativi come l’università? Sono i nostri studenti più propensi a posticipare l’entrata nel mondo del lavoro oppure, sotto la spinta normativa di diventare adulti, desiderano formare subito una famiglia?
L’ipotesi principale (H1) su cui si basa l’analisi condotta prevede che chi percepisce la pressione sociale di avere figli al più presto siano anche meno propenso a iscriversi all’università. L’università, infatti, non solo comporterebbe costi economici immediati, ma è anche un percorso lungo e impegnativo che posticiperebbe l’entrata nel mondo del lavoro e, di conseguenza, la formazione di una famiglia. La seconda ipotesi (H2) assume che le donne siano maggiormente sottoposte alla pressione sociale di avere figli, anticipando così l’età in cui avere figli e iscrivendosi meno all’università.
Al campione di studenti e studentesse è stata chiesto quale era secondo loro l’età ideale per avere il primo figlio. Il 31,6% ha risposto prima dei 26 anni, il 35,1 % tra i 27 e i 30 e circa il 33,3% dopo i 30. I giovani che complessivamente dopo il diploma vogliono proseguire gli studi verso l’università invece ammontano a 58,16% del campione complessivo. Se mettiamo in relazione l’età ideale percepita in cui avere il primo figlio con l’intenzione di proseguire gli studi all’università dopo il diploma, osserviamo che all’aumentare dell’età ideale, i giovani tendono a posticipare le proprie scelte di fecondità e a iscriversi all’università. Le donne, in generale, tendono a iscriversi molto di più degli uomini all’università, e la loro decisione aumenta all’aumentare dell’età ideale per avere un figlio (Figura 2).

Conclusioni
Le intenzioni di fecondità dei giovani intervistati guidano le loro scelte post-diploma. Tra le persone intervistate, infatti, l’intenzione di iscriversi all’università cresce all’aumentare dell’età considerata ideale per avere un figlio, a parità di fattori quali il genere, il titolo di studio dei suoi genitori, il tipo di indirizzo frequentato (liceo, tecnico o professionale) e rispetto ad alcune condizioni di contesto quali la percezione di trovare un lavoro con facilità o la presenza di una sede universitaria nel comune di residenza. La percentuale di chi, tra i maschi, vuole proseguire gli studi è pari al 54,8% tra chi ritiene che l’età ideale per avere i figli sia meno di 26 anni, e sale al 60% tra chi ritiene che sia ideale avere i figli dopo i 30 anni. Per le donne, la percentuale passa dal 62,8% al 68%.
L’analisi condotta, quindi, sottolinea che l’aspetto normativo legato all’età continua a regolare le intenzioni e i comportamenti di fecondità (Ajzen, 2011; Dommermuth et al., 2015; Mencarini et al., 2015; Testa & Toulemon, 2006) e che esiste una connessione tra la percezione delle norme sociali e i comportamenti (Tosi, 2017; Billari and Liefbroer 2007).
Bibliografia
Ajzen, I. (2011). The theory of planned behaviour: Reactions and reflections. Psychology & Health, 26(9), pp. 97-144.
Billari, F.C. and Liefbroer, A.C. (2007). Should I stay or should I go? The impact of age norms on leaving home. Demography, 44(1): 181‒198. doi:10.1353/dem.2007.0000.
Dommermuth, L., Klobas, J., & Lappegård, T. (2015). Realization of fertility intentions by different time frames. Advances in Life Course Research, 24, 34–46. https:// doi. org/ 10. 1016/j. alcr. 2015.02. 001
Mencarini, L., Vignoli, D., & Gottard, A. (2015). Fertility intentions and outcomes: Implementing the theory of planned behavior with graphical models. Advances in Life Course Research, 23, 14–28. https:// doi. org/ 10. 1016/j. alcr. 2014. 12. 004
Testa, M. R., & Toulemon, L. (2006). Family formation in France: individual preferences and subsequent outcomes. Vienna Yearbook of Population Research, 2006, 41–75.
Tosi M. (2017), Age norms, family relationships, and home-leaving in Italy, Demographic Research, 36 (9), pp. 281-306, DOI: 10.4054/DemRes.2017.36.9
